Le quattro ragazze di Oxford
Il battito presente del passato: la rivoluzione silenziosa delle ragazze di Oxford
Ci sono libri che la Storia si limitano a raccontarla, e altri che possiedono il potere di fartela vivere. Le quattro ragazze di Oxford, romanzo d'esordio di Joanna Miller e già caso editoriale in Inghilterra, appartiene innegabilmente a questa seconda categoria.
Il romanzo ci proietta nel cuore pulsante dell'Inghilterra del 1920. L'eco della grande guerra, quella tragica illusione salutata come il conflitto che avrebbe posto fine a ogni conflitto, si è appena spenta, lasciando dietro di sé una scia dolorosa di giovani vite spezzate, macerie interiori e reduci mutilati nel corpo e nell'anima. A questa ferita aperta si è sovrapposto il passaggio devastante dell'epidemia di Spagnola, seminando un terrore sottile che ha invaso sottopelle le speranze e i sogni di un Paese sgomento. E' in questo scenario che si muovono le protagoniste, tra le prime donne ammesse alla prestigiosa università di Oxford: Ottoline, detta Otto, ribelle e spavalda, Beatrice, schiacciata da un’ingombrante figura materna, Dora, che nello studio cerca sollievo ai lutti della guerra, e la dolce Marianne, che nasconde un doloroso segreto. Quattro universi differenti, quattro spaccati di una società che guarda ancora con diffidenza all'ingresso delle donne nei settori tradizionalmente presidiati dagli uomini.
Joanna Miller dipinge un affresco vivido e palpitante attraverso una scrittura briosa, capace però di affondare quando descrive la radicata misoginia dell'ambiente accademico. La stessa che nutrono alcuni docenti e istituzioni che vorrebbero cancellare con un colpo di spugna quel capovolgimento dei ruoli che la guerra ha reso necessario, nel disperato tentativo di ripristinare un vecchio ordine sociale ormai anacronistico. Il grande valore aggiunto del romanzo risiede nell'abile e profondo intreccio tra le micro storie delle protagoniste e la macro storia del tempo. Un arazzo a cui si aggiungono livelli di narrazione diversificati, che oscillano con grazia tra il presente e il passato delle protagoniste, svelando segreti che bruciano, traumi bellici mai superati e fragilità inattese. Dietro questa narrazione magnetica, si avverte un enorme e dettagliato lavoro di documentazione storica, cosicché chi legge non osserva gli eventi dall'alto, ma ne viene totalmente assorbito. Si finisce così per toccare con mano la pesantezza ruvida del tessuto delle toghe, per respirare l'odore pungente di cavolo che aleggia nella mensa del college, per abitare, insieme a queste quattro straordinarie giovani donne, ogni singola speranza di libertà.
Le quattro ragazze di Oxford non è soltanto il racconto di una conquista accademica, ma il canto d'inizio di una rivoluzione silenziosa. Tra le pagine di Joanna Miller, il rumore dei passi di Otto, Beatrice, Dora e Marianne lungo i corridoi di pietra del St Huge's College smette di appartenere al passato e diventa un battito presente che risuona, forte e chiaro, ancora oggi. È la storia di chi ha guardato il buio di un'epoca frantumata e ha scelto, nonostante tutto, di accendere la luce della propria mente, consegnando alle donne, e all'umanità tutta, una preziosa opportunità di futuro.
LE CITAZIONI
“Nonostante l’orgoglio dell’immatricolazione, non può evitare di immaginare sé stessa come la vincitrice di una staffetta che, pur ricevendo le congratulazioni, in realtà ha trasportato il testimone soltanto negli ultimi metri fino alla linea del traguardo. Come le fa spesso notare sua madre, la generazione di Beatrice raccoglie i frutti di anni di lobbismo, militanza, sofferenze e proteste da parte di donne come lei, che si sono rifiutate di accettare lo status quo”.
“Come mai le donne sono costrette a reprimere quei sentimenti che risultano scomodi o minacciosi per gli uomini? Rabbia, dolore, furia. Perché nelle opere letterarie finiscono per suicidarsi, per essere rinchiuse in manicomio, in soffitta, in prigione, in una stanza d’albergo? Perché alle donne è vietato agire secondo il proprio cuore senza essere punite? Obblighi, pastoie, lacci, spilli, stecche, cinture, controllo. Deve essere per forza questo il destino di una donna?”
IL VINO
Una lettura da abbinare a un English sparkling wine, vino fresco e vibrante come la scrittura della Miller, e frizzante come le quattro protagoniste.




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