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L'occupazione: torna la grande voce di Annie Ernaux

Writer: Michela Bilotta
Michela Bilotta
8 hours ago
2 min read

Quasi sempre, quando si scrive, ci si arresta dinanzi a una soglia, per paura o convenienza. In Annie Ernaux non avviene mai. La scrittrice, Premio Nobel per la letteratura nel 2022, varca coraggiosamente questa diga e aderisce completamente alla verità, svelando se stessa senza filtri né pudori. Questa adesione è diventata il sigillo identitario della sua scrittura e si ritrova intatta anche nella sua ultima opera, L'occupazione.

Questo breve romanzo è il racconto di un’ossessione amorosa che di amore, tuttavia, non ha nulla, se non sbiaditi ricordi rinvigoriti da una gelosia accecante. Quando lei, pur avendo volontariamente interrotto una relazione di sei anni, apprende che lui ha un’altra donna, inizia a tormentarsi, ad essere abitata dalla presenza dell’altra, dalle domande sulla sua identità, sul suo aspetto, sulla sua voce, sul suo comportamento. Inizia, così, un’occupazione che rimanda al duplice significato di una possessione e di un impegno totalizzante.

Gli abissi del desiderio

Annie Ernaux esplora con raro acume e fredda lucidità i risvolti più spaventosi della passione, anche quando questa non è altro che il simulacro di un sentimento svanito e ci conduce in un viaggio allucinato e consapevole nell’annichilimento della razionalità.

In questo spietato racconto di una trappola mentale, di una mente colonizzata dal pensiero ossessivo dell’altra donna, Ernaux non ha paura di esporsi, nuda, al giudizio altrui ed è questo coraggio a rendere unica la sua scrittura.


Ho atteso con impazienza questa sua nuova fatica e ogni volta mi conforta veder soddisfatte le mie aspettative, cullate dalla scrittura densa e priva di elementi falsamente consolatori di questa straordinaria scrittrice che sa, come pochi, affondare la lama nei meandri più oscuri dell’animo umano, quelli che si tacciono per pudore e si nascondono per timore.

“L’occupazione” si conferma un’ulteriore prova magistrale di una delle voci più potenti della letteratura contemporanea.


IL VINO

Lettura da abbinare a uno Chablis, vino bianco francese, minerale, secco e dal gusto tagliente, come la scrittura di Annie Ernaux.


LE CITAZIONI

“Ora mi sembrava che dare un nome a quella donna mi avrebbe permesso, attraverso ciò che una parola e le sue sonorità sono in grado di evocare, di raffigurarmela, di attribuirle un certo tipo di personalità, di possedere interiormente un’immagine di lei – fosse anche del tutto falsa. Conoscere il nome dell’altra donna, mentre mi sentivo mancare a me stessa, significava impadronirmi almeno di una sua piccola parte”.

“Eppure la tentazione di scendere fino a quel punto aveva qualcosa di attraente e spaventoso, come sporgersi su un pozzo e vedere tremare sul fondo il proprio volto”.


 
 
 

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Chi sono

Mi chiamo Michela Bilotta, sono nata a Salerno, ma vivo da oltre dieci anni a Bruxelles, dove mi occupo di comunicazione e ufficio stampa. Ho pubblicato guide turistiche, racconti, manuali per concorsi a cattedra.  La Metrica dell'oltraggio è il mio primo romanzo.

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