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Evelina non è pazza per niente

Writer: Michela Bilotta
Michela Bilotta
Oct 15
2 min read

Evelina non è pazza per niente, come recita il titolo di questo strepitoso esordio letterario, ma è di sicuro un personaggio fuori dall’ordinario.

Cinquant’anni, single, nessuna amicizia, un lavoro da portalettere che manda avanti a fatica, bersagliata dalle critiche e dalle risate di scherno di superiori e colleghi. Perché Evelina, dicono, è strana. Evelina non bada a come si veste, non si trucca, copre gli specchi in casa e scrive lettere accorate alla mamma morta. La sua giornata è scandita dal conforto che le dona il cibo e dall’ottundimento che le procurano gli psicofarmaci.

Ma strana è soprattutto la sua passione di andare a caccia della bellezza, che stana nei vecchi oggetti del mercatino dell’usato, per circondarsi di cianfrusaglie con le quali riempie una casa che si fa bozzolo e rifugio verso un mondo che non la ama e non la capisce. Ma quando Lucilla, l’anziana vicina che le ha fatto da madre, si ammala e le affida un compito apparentemente impossibile, Evelina non può esimersi, e promette alla donna di esaudire il suo desiderio: andrà a New York per consegnare una lettera a un uomo che ha fatto parte del passato di Lucilla.

La luce dei nuovi inizi

Ed ecco che, in maniera inattesa, le certezze di Evelina si infrangono, esponendola, nuda nelle sue paure, al mondo. Ma saranno proprio i singolari incontri che farà a New York a rendere le ferite di Evelina squarci da cui filtra la luce dei nuovi inizi e delle possibilità a venire.

Come quando gli oggetti di Evelina vengono colpiti dalla luce rivelando aspetti di sé che prima non erano visibili, così Evelina si schiude come crisalide al futuro e riannoda il filo dei desideri interrotti.

Evelina siamo noi

Impossibile non innamorarsi follemente di lei, perché Evelina siamo noi quando ci rintaniamo nelle nostre paure, quando la vita prende il sopravvento sul nostro coraggio, quando il passato si fa lacerazione dolorosa. Con Evelina ho pianto, ho riso, ho sospirato e mi sono lasciata sorprendere dall’inatteso colpo di scena.

Grazie a una penna forte e lieve al contempo e una solida voce autoriale, la scrittura di Rossella Carboni intreccia, con rara armonia, i fili del lirismo, dell’ironia e della poesia, dando vita a uno straordinario arazzo narrativo e a un personaggio che, anche dopo l’ultima pagina, continuerà a risuonare dentro di noi.

Ma per cercarlo dovremo alzare gli occhi al cielo. Perché ora Evelina si è fatta farfalla. Ora, Evelina ha imparato a volare.


 
 
 

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Chi sono

Mi chiamo Michela Bilotta, sono nata a Salerno, ma vivo da oltre dieci anni a Bruxelles, dove mi occupo di comunicazione e ufficio stampa. Ho pubblicato guide turistiche, racconti, manuali per concorsi a cattedra.  La Metrica dell'oltraggio è il mio primo romanzo.

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