Un salto nella luce, Paola Fornari
- Michela Bilotta
- Nov 18
- 2 min read
Un salto nella luce, Paola Fornari: l’avvincente storia di un giovane medico italiano nell’Africa degli anni Cinquanta.
Ci sono storie che hanno il potere di trascinarti via e di condurti con forza nei luoghi delle vicende narrate. È questo il caso di Un salto nella luce, di Paola Fornari, un libro che, oltre a una coinvolgente prosa, ha il dono della testimonianza storica, sociale e antropologica.
Siamo nel 1951 e Ugo Fornari, giovane medico italiano, lascia l’Abruzzo e parte con la famiglia per il cuore dell’Africa. Inizia un viaggio emozionante in una Tanganica senza acqua corrente né elettricità, dove le condizioni di vita sono molto dure e dove Fornari si trova a essere l’unico medico per migliaia di persone che ricorrono alle sue cure per i più svariati motivi, dai parti alle malattie gravi. Una sfida enorme, che richiede coraggio e spirito di adattamento per lui, per la moglie Maria e per i loro figli.
È una storia che ha nella veridicità delle vicende raccontate il suo punto di forza, pur mantenendo intatto lo stupore e la magia delle favole. Indimenticabili pagine dalla potenza filmica, che hanno la capacità di stregare il lettore e di portarlo, affatturato, in quel remoto e magico angolo di mondo che non aveva ancora conosciuto l’indipendenza dall’Impero britannico.
E Paola Fornari, attraverso una penna elegante e coinvolgente, riesce a intrecciare sapientemente le vicende individuali con quelle collettive di una Storia che, nel suo incedere senza sosta, racconta l’universale racchiuso in ognuno di noi. E ci conduce con mano in quell’oscurità che si rivela, alla fine, un salto nella luce.
Avvincente come un romanzo di viaggio, coinvolgente come un racconto d’avventura, questa preziosa testimonianza, arricchita da splendide fotografie in bianco e nero, è in grado di emozionare e commuovere, ricordandoci chi eravamo e da dove veniamo.
IL VINO
Il vino da abbinare a questa lettura è il Chenin Blanc sudafricano, le cui note di miele e fiori bianchi evocano la luce e il calore dell’Africa, mentre il gusto è fresco e complesso, come le sensazioni suscitate dai viaggi e dalle avventure.
La mia recensione:







Comments