Pabitele
- Michela Bilotta
- 16 hours ago
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Pabitele, Bohumil Hrabal : le iperboliche narrazioni dei cantastorie popolari
Se amate i racconti di trama e le storie lineari, questa raccolta non fa per voi. Perché in questi celebri racconti pubblicati per la prima volta nel 1964, Bohumil Hrabal sperimenta, testa, usa la lingua come un elastico che si espande fino al limite e poi si contrae all’improvviso, lasciando il lettore confuso, stranito e ammirato.
Come ricorda la traduttrice, Barbara Zane, il termine pabitele è stato tradotto in italiano in diversi modi: sbruffoni, acchiappanuvole, cianfruglioni. Habral li definisce “persone capaci di esagerazioni, quello che fanno lo fanno con troppo amore, cosicché si muovono sul confine del ridicolo”. Questi cantastorie popolari intrattengono con le loro iperboliche narrazioni e, con rare capacità affabulatorie, ci conducono in una sorta di terra di mezzo, dove il reale si fonde al surreale, attraverso una forza espressiva che straripa dalla pagina e assume le forme cangiati e violente di una realtà popolare fatta di odori e grida, dolori e illusioni.
Impossibile resistere alla malia di questo carosello di personaggi bizzarri e talvolta grotteschi che animano racconti di vita intinti nell’eccesso e che si fanno giullari di un quotidiano distorto, amplificato, alterato e fagocitante.
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Miraggi Edizioni
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