Tanta ancora vita: una storia che vi entrerà nel cuore.
- Michela Bilotta
- Oct 28
- 2 min read
La grande meraviglia è leggere l’ultimo romanzo di Viola Ardone, Tanta ancora vita, e veder confermate le aspettative, altissime, di chi ha amato i suoi libri precedenti.
C’è una frase, in questo romanzo, che scava dentro: «Questo fanno i bambini alle persone. Le sincronizzano sul tempo dell’amore». Ed è quello che fa il piccolo protagonista, Kostya, scappato dagli orrori della guerra in Ucraina per raggiungere la nonna Irina, domestica a Napoli.
Ed è negli intrecci delle vite più distanti tra loro che il prodigio delle storie di Viola Ardone trova compimento, facendo posto all’inaspettato, ai segreti “che non sono bugie”, al dolore per i figli persi lenito dall’illusione che torneranno, alla depressione che costringe a letto e allora tanto meglio attribuirle un nome proprio di persona, agli uomini dilaniati dalle bombe e dal tormento di preferire la vita alla patria.
Ci sono abissi dai quali ci si nasconde, ma che eventi inattesi ti costringono a guardare negli occhi, ed è quello che accade a Vita, la donna per la quale lavora Irina, quando una mattina trova Kostya sullo zerbino di casa.
E poi c’è la voce autoriale della Ardone: potente, lirica, spietata e stregata. Una delle migliori scrittrici del nostro panorama letterario, in grado di plasmare personaggi che sono persone e che ti restano dentro come una ferita.
Questo romanzo è un dono, come quello che ricevono, sporco di ingiustizie, menzogne, paure e privazioni, i protagonisti di questa storia che attraversa strade buie per aprirsi, infine, alla dimensione della luce. Una luce che lenisce e che, inducendo a salvare gli altri, si fa salvezza per sé stessi.
IL VINO
Il vino da abbinare a questa lettura è l’Aligoté, ricavato da uno dei vitigni più diffusi in Ucraina, è un vino bianco dal gusto secco e acido, come gli echi della guerra, con note di mela e limone che ricordano l’infanzia rubata.
La mia recensione per The BookAdvisor qui:







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