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Non voltarti, Daphne du Maurier. La paura va in scena.

  • Writer: Michela Bilotta
    Michela Bilotta
  • Sep 12
  • 2 min read

Non voltarti, Daphne du Maurier: la paura va in scena.


Daphne du Maurier ha il dono di scaraventare il lettore immediatamente dentro la storia. Le descrizioni sono affidate allo scambio di battute, mai superflue, sempre funzionali alla narrazione. E così, in Non voltarti, nel dialogo complice tra marito e moglie, seduti in un ristorante di Venezia, scopri che è la prima vacanza che la coppia si concede dopo una tragedia che li ha riguardati, che il marito è preoccupato per la salute della moglie e che sono soliti prendere bonariamente in giro le persone che incontrano, inventando improbabili storie sulle loro vite.


È quello che stanno facendo ora, immaginando che le anziane gemelle che li fissano da un altro tavolo siano in realtà una coppia di travestiti, o due pericolose spie. Ridono spensierati e la moglie decide di prolungare il gioco seguendo una delle gemelle alla toilette, per cercare di scoprire la sua identità. Il sollievo del marito per l’umore allegro della moglie, dopo mesi di profonda depressione, viene spazzato via quando la vede tornare al tavolo con l’espressione stravolta.


Gli dice che l'anziana le ha riferito un messaggio: la gemella che è rimasta al tavolo è una medium e qualche minuto prima ha visto la loro bambina, tragicamente scomparsa per una malattia, seduta felice in mezzo a loro. L'uomo è profondamente scosso, perché vede vanificarsi gli sforzi compiuti per distrarre la moglie e teme che le due donne siano delle manipolatrici, ansiose di sfruttare il dolore altrui per trarne benefici economici.


La storia si complica quando la medium li invita a lasciare immediatamente Venezia, in vista di un pericolo imminente che incombe su di lui. E…il resto è tutto da leggere.


Scrittrice amatissima da Hitchcock, che ha tratto dai suoi racconti alcuni dei suoi più grandi successi cinematografici, da Gli uccelli a Rebecca la prima moglie, Daphne du Maurier è maestra nel narrare il momento in cui l’equilibrio si rompe e il mostruoso entra nelle vite, apparentemente normali, dei protagonisti.


In questa raccolta di racconti, come in altre sue opere, l’autrice pennella le scene con eleganza e rara immediatezza ed è in grado, sin dalle prime battute, di delineare un universo narrativo credibile, sfaccettato, immersivo. Niente effetti speciali, nessuna acrobazia circense: in questi cinque racconti uniti dal filo invisibile dell’angoscia, troviamo solo l’incredibile talento di saper descrivere il movimento di scarto improvviso, l’attimo in cui la realtà si trasforma in un incubo portando al centro del palcoscenico le paure e le inquietudini più spaventose. E lasciando il lettore intrappolato in un meccanismo di fascinazione alle cui spire è impossibile sottrarsi.


IL VINO

Il vino da abbinare a questi racconti è una Malvasia di Bosa che, come tutti i vini da meditazione, va degustata lentamente, dopo cena, in un ambiente rilassato, per meglio apprezzare, per contrasto, le emozioni suscitate dalla penna di Daphne du Maurier.


La mia recensione su The BookAdvisor


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Chi sono

Mi chiamo Michela Bilotta, sono nata a Salerno, ma vivo da oltre dieci anni a Bruxelles, dove mi occupo di comunicazione e ufficio stampa. Ho pubblicato guide turistiche, racconti, manuali per concorsi a cattedra.  La Metrica dell'oltraggio è il mio primo romanzo.

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