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Lilith Vs Eva: un saggio che si legge come un romanzo.

  • Writer: Michela Bilotta
    Michela Bilotta
  • 12 minutes ago
  • 2 min read


Lilith vs Eva è un saggio che si legge come un romanzo, grazie a un impianto narrativo che ammanta di pathos e tensione la biografia di alcune delle donne più interessanti della Storia.



Donne che rappresentano due modi opposti di concepire la propria esistenza: quelle “Lilith”, che si affrancano alla condizione di subordinazione che il mondo impone loro, e quelle “Eva”, arrendevoli e malleabili, a volte solo in apparenza. Tra le prime, spicca Isabella D’Este, fine mecenate e collezionista, abile stratega politica, che fece della corte di Mantova un moderno punto di riferimento culturale e artistico.



Ma è attraverso il racconto delle donne Eva che si esplicita il grande merito di quest’opera, ovvero la capacità di esplorare i crimini più aberranti perpetrati sulla pelle delle donne.



Impossibile non restare coinvolti dal racconto di Giovanna di Castiglia, passata alla storia con l’ingiusto appellativo di Giovanna La pazza, sopraffatta da tutti gli uomini della sua vita, dal padre al marito, fino al figlio, che la tenne reclusa sino alla morte.



La sua storia mette in luce uno dei metodi storicamente più adoperati per rendere inoffensive le donne: insinuare dubbi sulla loro salute mentale. Attraverso le protagoniste di questo libro, ci imbattiamo anche in uno dei crimini più nefandi della storia dell’umanità, l’accusa di stregoneria.



La stessa di cui fu vittima Bellezza Orsini, la quale, imprigionata e torturata, tra indicibili sofferenze confessò quello che i giudici volevano sentirle dire, lasciandoci uno straordinario quaderno autografo prima di suicidarsi, unico atto di libertà che riuscì a compiere prima che fossero altri ad ucciderla.



Chiudono il cerchio due figure nate dalla penna di due straordinarie donne ed entrate di prepotenza nell’immaginario collettivo: Modesta, la protagonista creata dal talento di Goliarda Sapienza, e Jo March, eroina di Piccole Donne.



Ed è forse proprio attraverso l’anticonformismo della prima e il coraggio della seconda che gli archetipi di Lilith ed Eva si intrecciano come la trama e l’ordito di un elaborato arazzo, ricordandoci che in ogni donna ancora oggi sopravvivono le vestigia di entrambe.


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IL VINO

In omaggio alle origini dell’autrice, il vino da abbinare a questa lettura è un Taurasi DOCG, prestigioso vino campano dalla storia millenaria, robusto, fiero e avvolgente come le donne raccontate da Patrizia Bove.

 
 
 

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Chi sono

Mi chiamo Michela Bilotta, sono nata a Salerno, ma vivo da oltre dieci anni a Bruxelles, dove mi occupo di comunicazione e ufficio stampa. Ho pubblicato guide turistiche, racconti, manuali per concorsi a cattedra.  La Metrica dell'oltraggio è il mio primo romanzo.

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