Lamento per Julia
- Michela Bilotta
- Jul 18
- 2 min read

La prima e principale storia, che dà anche il titolo al libro, racconta la vita di una bambina, Julia, che poi diventa donna, attraverso la voce narrante di un’entità di cui non si conoscerà mai la vera natura. Alter ego della protagonista? Spirito protettore? Meandro occulto dell’anima di Julia? Qualunque sia la sua identità, chi racconta si considera spesso asservito alla volonta' della ragazza e deputato a proteggere Julia dai pericoli a cui lei sembra incline per carattere.
Figlia unica di genitori distanti e inadeguati, Julia si mostra sin da piccola attratta dagli aspetti sensuali della vita e priva di un vero talento. Alla morte dei genitori, sperimenta una disinvolta sessualità, fino a quando, appena diciottenne, sposa un brillante ingegnere navale, con il quale avrà tre figlie. Sembrano, questi, gli anni più felici e appaganti di Julia, fino a quando cede al richiamo dell'avventura e dell'adulterio.
C’è una sorta di tensione quasi lasciva che attraversa il racconto della sua vita, una dissolutezza che emerge dalla misteriosa voce narrante che, a tratti, ricorda la Lolita di Nabokov e in altri la narrazione di Clarice Lispector in Vicino al cuore selvaggio, dove la percezione delle cose sovrasta il reale.
Un’opera unica, che sfugge a qualsiasi definizione e che risulta difficilmente collocabile in un genere narrativo. La prosa resta enigmatica anche negli altri racconti, in alcuni dei quali è facile ravvisare elementi autobiografici dell’autrice, figlia di uno psicoanalista (il racconto La figlia del dottor Rombach descrive il rapporto fra uno psicoanalista e la figlia).
In tutti si scorge una sorta di crepa, di frattura intorno alla quale si compongono, a fatica, le vite dei protagonisti.
Un libro consigliato a chi ama uscire dalla propria zona di comfort con letture insolite che, in questo caso, dicono del genio e del talento dell'autrice.
IL VINO
Il vino da abbinare a questa lettura è il Tokaj, in omaggio alle origini ungheresi dell’autrice. Vino dolce e pregiato, ottenuto dall’utilizzo di muffa nobile, a dire della necessità delle contaminazioni per produrre l’eccellenza.
LA MIA RECENSIONE:






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