
L'odore del lupo
- Michela Bilotta
- 4 hours ago
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La cecità di chi dovrebbe proteggere e la forza di chi rompe il silenzio.
L’odore del lupo è un romanzo che si legge con lo stomaco contratto, una storia di cecità a cui si contrappone il bisogno di essere visti, di essere amati di quell’amore che cancella il male ricevuto, ribalta la narrazione della colpa e protegge dai lupi.
Silvia è una ragazzina come tante, con i suoi sogni di libertà e la spensieratezza di quell’età dei primi turbamenti e delle tante scoperte. Fino a quando la violenza non strappa i colori ai suoi giorni, tanto più perché agisce sotto lo sguardo disattento dei genitori e assume le vesti di uno stimato amico di famiglia. E’ così che si spezza il filo e le parole rimangono naufraghe: e allora non resta che il silenzio, un silenzio corazza, un silenzio che è come una mano stretta sul collo.
Il tema dell’abuso è descritto con una scrittura potente, acuminata, ardita, attraverso la quale ci imbattiamo in genitori che non vedono e, quando lo fanno, non sanno agire. Padri che preferiscono restare all’oscuro condannando al buio i figli, costringendoli a farsi grandi per sopperire alla mancanza di quegli adulti che non sono stati in grado di vedere e di capire.
Ma a un certo punto la gola esplode e libera quel grido che trafigge il silenzio e dice. Dice della paura di essere colpevole, dice dell’indifferenza di chi dovrebbe farsi scudo, dice del desiderio di riappropriarsi dei propri colori. Così Silvia si fa salvatrice di se stessa e, di fronte alla necessità di proteggere chi è più debole, diventa crisalide che smette la pelle della vittima e indossa gli abiti di una coraggiosa rinascita.
Un esordio che si legge in apnea e dal quale si riaffiora in superficie solo dopo l’ultima pagina, rinnovati dalla consapevolezza di una grande scrittura per una storia che deve essere raccontata. E che chiede, soprattutto, di essere ascoltata.
IL VINO
Lettura da abbinare a un Pallagrello bianco, vino dal colore giallo intenso e dorato, come i sogni della giovinezza, ma che al gusto presenta inaspettate note minerali e salmastre, come quelle delle ferite che portano via l’innocenza.
LA MIA RECENSIONE:
The BookAdvisor
Ponte alle Grazie



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