
L'idiota di famiglia
- Michela Bilotta
- 2 days ago
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L’idiota di famiglia, Dario Ferrari: ritratto familiare di affetti e incomprensioni.
Con il pluripremiato “La ricreazione è finita” Dario Ferrari si è affermato come una delle penne più interessanti della nostra narrativa. Ora, con L’idiota di famiglia, conferma la sua prosa colta, pungente, ironica, straordinariamente densa. L’autore ha la rara capacità di usare la lingua come un metronomo che segna il tempo, quello della narrazione e quello della vita, unendoli in un sontuoso ordito.
Il protagonista, Igor, vive delle parole degli altri. Abita a Roma ed è un traduttore innamorato dei libri e, al tempo stesso, nauseato dalla deriva del mercato editoriale e da certa narrativa che, pure, gli tocca tradurre. Vivendo in prima persona il paradosso di chi dà voce alle parole altrui restando nell’ombra, Igor sembra accontentarsi di una vita che lascia le emozioni ai margini, nel lavoro come nel privato.
Il punto di rottura deflagra con un messaggio della sorella che gli comunica il peggioramento della demenza senile del padre, integerrimo docente di storia e filosofia in pensione, denominato dai figli Herr Professor per la sua rigida intransigenza.
Igor è costretto a tornare nella città natale, Viareggio, affrontando un inatteso ribaltamento dei ruoli e facendosi genitore del padre. Mentre assiste impotente alla deriva della sua relazione sentimentale, che si sfilaccia sotto il peso di ambizioni incompatibili, si confronta con gli immutati luoghi della giovinezza, la rassegnazione degli amici d’infanzia e la restituzione di un ricordo di se stesso che, forse, non esiste più...
IL VINO
Lettura da abbinare a un Orange Wine, vino difficile da incasellare, proprio come il tono del libro, che si muove tra ironia e disagio esistenziale. Ha tannini leggeri e una certa astringenza che ti resta in bocca, come le riflessioni che il romanzo ti lascia addosso.
Sellerio
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