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Cose che ti dico mentre dormi

  • Writer: Michela Bilotta
    Michela Bilotta
  • Jun 15
  • 2 min read


Amo i libri che hanno una voce autoriale forte, che trascendono le trame e si fanno parole. E quando le parole sono piene di grazia, di ironia e di bellezza mi pacifico con il mondo della lettura.


“Cose che ti dico mentre dormi” è un romanzo confessione sugli affetti della scrittrice che, nell’ora segreta della notte, srotola i suoi pensieri, dedicandoli ai genitori, ai figli, al compagno e a un’amica lontana. E dà vita a pagine profonde e leggere, che fanno piangere e, talvolta, ridere.


Meravigliosa l’immagine della necessità di chiudere “lo schema del cruciverba” per fare i conti con il passato, in un dialogo muto che traccia distanze che separano e percorsi che uniscono.

Una penna di straordinaria bellezza

Come nelle pagine dedicate alla madre scomparsa: qui, filtrate dalla distanza del tempo, le parole si scrollano di dosso la paura di ferire, la morsa delle aspettative tradite e attraversano il varco con chi non c’è più, facendosi ponte. Nella mappatura degli errori, delle esitazioni e delle ansie della madre emerge il suo essere figlia, mentre nella paura di riscoprirsi uguale si fa spazio la tensione ad essere diversa, per reazione, a chi l’ha generata.


Con una scrittura elegante, colta e di straordinaria bellezza, Enrica Tesio rende lieve il dolore senza negarlo, ripercorrendo la memoria familiare in un gioco di specchi sovrapposti, dove il giudizio si stempera in perdono indulgente.

Le nostre vite sussurrate di notte

L’autrice ha il dono raro di saper plasmare interi universi emotivi attraverso le parole, la prosa è talmente densa che ho dovuto spesso interrompere la lettura per metabolizzare l’emozione che ne scaturiva. Emozioni che appesantiscono il cuore, per riconsegnarcelo leggero e grato.


“Cose che ti dico mentre dormi” è un libro che commuove nel profondo, perché ognuno di noi sa riconoscere in quelle parole sussurrate al buio pezzi della propria storia e frammenti vivi delle proprie emozioni.


IL VINO

Il vino da abbinare a questa lettura è il Pinot nero, elegante, un po’ malinconico, con profumi sottili di frutti rossi e sottobosco, è un vino che non invade la scena, ma accompagna i pensieri. Proprio come certe confessioni dette a bassa voce, di notte.


LA MIA RECENSIONE


The BookAdvisor

Bompiani

 
 
 

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Chi sono

Mi chiamo Michela Bilotta, sono nata a Salerno, ma vivo da oltre dieci anni a Bruxelles, dove mi occupo di comunicazione e ufficio stampa. Ho pubblicato guide turistiche, racconti, manuali per concorsi a cattedra.  La Metrica dell'oltraggio è il mio primo romanzo.

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