La ricreazione è finita
- Michela Bilotta
- 5 hours ago
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La ricreazione è finita, Dario Ferrari. Una generazione sospesa tra desiderio di libertà e paura del mondo
In un panorama editoriale soffocato di pubblicazioni, non sempre meritevoli, è un vero piacere imbattersi nel talento puro com’è, appunto, quello di Dario Ferrari.
Questo celebrato romanzo, La ricreazione è finita, racconta la storia di Marcello, trentenne viareggino senza un lavoro stabile, né propositi che abbiano la benché minima aspirazione di saldezza. Con una laurea in lettere in tasca e un’innata propensione all’inconcludenza e all’incompiutezza, Marcello cerca di schivare qualsiasi progetto che implichi impegno, sul lavoro come nella vita privata.
A mero scopo dimostrativo, di fronte alle reiterate accuse del padre, partecipa a un concorso di dottorato in Lettere e, contro ogni pronostico, grazie a una serie di eventi imprevisti, lo vince. Il suo sconcerto è forse pari solo a quello dei suoi colleghi e del suo professore che, inaspettatamente, gli affida una tesi su Tito Sella, ex terrorista degli anni Settanta, nonché scrittore morto in carcere.
A questo punto Marcello si lascia trasportare dagli accadimenti e, suo malgrado, si troverà a deflorare l’atmosfera amniotica in cui è sospeso per dare, almeno in apparenza, una direzione alla sua vita. È qui che la narrazione, dopo l’irresistibile ironia dei primi capitoli, compie un virtuoso movimento di torsione, sviluppandosi in cerchi concentrici e dando vita a un romanzo nel romanzo, nel quale l’esistenza, presunta o reale, di Tito Sella si intreccia con quella di Marcello in un gioco di specchi che si dipana magistralmente su più livelli di lettura, senza, tuttavia, mai disorientare chi legge.
Dario Ferrari padroneggia le strutture narrative come pochi e ha il tocco dello scrittore di razza nel dare alla luce un romanzo complesso senza essere difficile, profondo senza smettere di essere divertente e in grado di spiazzare con l’inatteso e potente colpo di scena finale. Ogni pagina vibra della tensione di una generazione sospesa tra desiderio di libertà e paura dello scontro con il mondo adulto, mentre coltiva sogni di rivoluzione che si ridestano nell’amara consapevolezza del fallimento.
Attraverso una prosa brillante, che alterna sarcasmo e afflato poetico, Ferrari ci consegna un affresco agrodolce sulla vita di provincia, sull’amicizia, sulla disfatta delle utopie, sulle grottesche ingiustizie del mondo universitario, su una generazione priva di paracadute e sulla malia irresistibile di inseguire i propri, e talvolta gli altrui, fantasmi.
IL VINO
Una lettura da abbinare a un Costa Toscana IGT Bianco frizzante, vino dal colore giallo paglierino, dal gusto fresco e frizzante, come quello della giovinezza, e dalle bollicine evanescenti, come i sogni che non si avverano.
LA MIA RECENSIONE:
Sellerio
The BookAdvisor



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