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Quando i dialoghi sono il motore di una storia

I dialoghi sono il motore della storia, purché siano efficaci. È solo in questo caso che il dialogo fa sentire il lettore dentro la scena, non fuori a osservare.

dialoghi

Ieri sera ho visto un film di un regista, Asghar Farhadi, che amo molto.

Il film è “Un eroe”.

Ecco, ho pensato. Questi sono i classici dialoghi ben scritti, quelli, cioè, che fanno avanzare la storia. Per intenderci, sono quei dialoghi in grado di fornire informazioni a chi legge o, in questo caso, a chi guarda, senza risultare artificiali.

Dialoghi che appaiono naturali e non forzati ma che, al tempo stesso, forniscono tasselli importanti sui personaggi, sviluppando in maniera fluida la narrazione.

Leggete questo dialogo, tratto dall’inizio del film Un Eroe.
Il protagonista si reca in una vasta zona all’aperto e, quando la camera stringe, vediamo che si tratta, presumibilmente, di un’area archeologica. Sale una quantità enorme di scale attraverso dei ponteggi e, in cima, incontra un uomo. I due si salutano calorosamente e quando l’uomo propone al protagonista di scendere, lui dice:

«Ancora altre scale? Ma come fai a rimanere così in carne pur facendo su e giù tutti i giorni?»

«È colpa di tua sorella».

«Mali come sta?»

«Come sempre, dolore al collo, artrosi».

Poi l’uomo gli offre del tè, il protagonista rifiuta, dicendo di averlo già preso, l’altro ribatte:

«Sì, ma vuoi mettere il tè del carcere con il tè bevuto nella tomba di Serse?»

Ecco, da questo breve e veloce dialogo abbiamo appreso, senza alcuno sforzo:

Il legame tra i due uomini, ovvero il fatto che siano cognati (È colpa di tua sorella sottintende il fatto che è la cucina della donna che lo fa ingrassare)

Che la sorella del protagonista si chiama Mali (e il nome è importante perché, come vedremo nel prosieguo del film, si tratta di uno dei personaggi chiave della storia)

Che il protagonista è appena uscito dal carcere, che ora si trovano nella tomba di Serse e che il cognato lavora lì (fa le scale tutti i giorni).

Ora gli spettatori hanno tutte le informazioni fondamentali per poter guardare il film.

Al tempo stesso sono stati loro forniti degli elementi di curiosità: perché l’uomo è finito in carcere? Cosa ha fatto? Perché è andato dal cognato?

Lo stesso vale per i libri: i dialoghi sono il motore della storia, purché siano efficaci. È solo in questo caso che il dialogo fa sentire il lettore dentro la scena, non fuori a osservare.

Parleremo dei dialoghi in maniera più approfondita in un’altra “puntata”, nel frattempo vi chiedo: quali sono i dialoghi, di libri o di film, che secondo voi funzionano?

Aspetto i vostri esempi!

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Chi sono

Mi chiamo Michela Bilotta, sono nata a Salerno, ma vivo da oltre dieci anni a Bruxelles, dove mi occupo di comunicazione e ufficio stampa. Ho pubblicato guide turistiche, racconti, manuali per concorsi a cattedra.  La Metrica dell'oltraggio è il mio primo romanzo.

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