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La sospensione dell'incredulità

Il primo a introdurre l’espressione di sospensione dell’incredulità è stato Samuel Taylor Coleridge in un suo scritto del 1817. La sospensione dell’incredulità è la necessità, da parte dello scrittore, di fornire al lettore elementi tali da indurlo a sospendere le proprie capacità critiche e a credere a quanto gli viene raccontato.

la sospensione dell'incredulità

Il primo a introdurre l’espressione di sospensione dell’incredulità è stato Samuel Taylor Coleridge in un suo scritto del 1817. La sospensione dell’incredulità è la necessità, da parte dello scrittore, di fornire al lettore elementi tali da indurlo a sospendere le proprie capacità critiche e a credere a quanto gli viene raccontato. In altre parole, il lettore prosegue nella lettura solo se lo scrittore lo convince, il che non significa che l’opera debba necessariamente essere realistica, ma deve essere credibile.
Solo così avviene il cosiddetto patto con il lettore, in virtù del quale il destinatario della narrazione si impegna a non dubitare della verosimiglianza del narrato, anche se consapevole che la storia non corrisponde al vero. Attenzione, però: affinché il lettore accetti che un burattino di legno parli, che un uomo si trasformi in scarafaggio o che alla stazione di Londra esista un binario che ti porta a una scuola di maghi, è necessario che l’universo narrativo descritto sia logico, coerente e verosimile.
Se pensiamo, ad esempio, all’universo narrativo di Harry Potter, capiamo subito che, pur trattandosi di un mondo fantastico, ogni elemento ha una sua perfetta coerenza nella narrazione. È, in altre parole, assolutamente credibile in quel contesto.
Questo aspetto è particolarmente importante in due generi narrativi: il fantasy e il fantascientifico. Nelle opere fantasy il pubblico può accettare l'esistenza della magia se questa viene presentata seguendo le regole di un mondo fittizio coerente. Nelle opere di fantascienza, l'esistenza di tecnologie futuristiche o di extraterrestri può essere accettata se l'autore fornisce una spiegazione logica e credibile all'interno del contesto narrativo. Dunque è del tutto accettabile che gli alieni abbiano poteri particolari, diventa inverosimile se gli stessi poteri li hanno anche gli umani.
In sintesi, l’universo narrativo che creo non deve essere reale a tutti i costi, ma plausibile.

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Chi sono

Mi chiamo Michela Bilotta, sono nata a Salerno, ma vivo da oltre dieci anni a Bruxelles, dove mi occupo di comunicazione e ufficio stampa. Ho pubblicato guide turistiche, racconti, manuali per concorsi a cattedra.  La Metrica dell'oltraggio è il mio primo romanzo.

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